GAINSBOURG IS GOD

Nella Maison delle meraviglie di Serge Gainsbourg

febbraio 2024 - Sguardi

“È la casa di un solitario che non amava la solitudine.”

Charlotte Gainsbourg

Artista eclettico, produttore, attore, musicista, regista, fotografo, Serge Gainsbourg “is God” come scriverebbe la stilista inglese Bella Freud stampandolo a lettere cubitali su un maglione di lana nero.

 

E così, quando Charlotte Gainsbourg, figlia di Serge e Jane Birkin, ha dato notizia dell’apertura della casa di suo papà, The Meraviglia ha prenotato un volo per Parigi. Ma chi era Serge Gainsbourg? Difficile riassumere la figura di un artista così eclettico e prolifico, dalle sfumature intense e inconfondibili. Sicuramente una cosa è certa: quando esce il brano “Je T’Aime Moi Non Plus…” tutta Europa si scandalizza, il Papa la demonizza, e Serge riesce a épater le bourgeois. 

Scritta inizialmente per Brigitte Bardot, la nuova versione cantata dalla nuova musa di Serge, Jane Birkin, nel 1969, lo rende immortale. 

La storia di Lucien Ginsburg (questo il suo nome all’anagrafe) inizia nella primavera del 2 Aprile 1928, quando nasce insieme alla gemella Liliane da padre Joseph, un pianista ebreo, e dalla madre Olia. Il papà di Serge lo voleva pittore e lo iscrive a un Istituto d’Arte. Ma Serge dalla pittura passerà alla musica, tra incontri fortunati e collaborazioni intense, tra amanti e muse, da Elizabeth Levitsky, Brigitte Bardot, Jane Birkin, fino alla modella Caroline Paulus, detta Bambou. Funambolo delle parole, padrone delle melodie, Monsieur G. è riuscito a convincere la Francia e il mondo del proprio fascino nonostante un’apparente bruttezza esteriore. Anche se Serge stesso dichiara di essere stato molto “carino” da giovane: “J’étais très joli”.

Solo il suo suo spirito ribelle poco incline alle costrizioni del tempo lo hanno spinto a curarsi più dello spirito che dell’aspetto. 

Si dice che fumasse cinque pacchetti di Gitanes al giorno tanto che nelle stanze della Maison quasi si sente ancora il profumo acre di tabacco, come se il fantasma di Serge fosse li ad accoglierci.

"Je T'Aime...moi non plus" "Je T'Aime...moi non plus"
"Je T'Aime...moi non plus" "Je T'Aime...moi non plus"

La Maison al 5 bis di Rue de Verneuil

Dal 1968, l’artista e musicista Serge Gainsbourg si trasferisce al 5 bis di rue de Verneuil, in un angolo di Parigi che è anche uno dei quartieri più bohémien della Rive Gauche, ricco di gallerie d’arte e negozi di antiquariato, che lo stesso artista frequentava e amava.

Qui l’uomo visse intensamente con la sua arte e i suoi oggetti, le migliaia di fotografie e dischi inediti realizzati con le sue muse, fino alla morte avvenuta il 2 Marzo del 1992.

Il 20 Settembre 2023, la Maison Gainsbourg, in partnership con Saint Laurent, ha aperto le sue porte al pubblico grazie alla direzione artistica di Charlotte, che ha scelto di mostrare un inestimabile archivio e raccontare con la sua stessa voce alcuni degli aspetti più intimi della sua storia: “È la casa di un solitario che non amava la solitudine“.

La casa è un luogo sacro, non è possibile scattare foto, e si entra a coppie. Charlotte descrive i suoi ricordi d’infanzia, e ci trasporta di stanza in stanza, descrivendo ogni zona, dal salone e studio, cuore dell’edificio, alla piccola cucina dal particolare frigorifero trasparente. Poi su al primo piano, salendo i gradini che scricchiolano, fino alla biblioteca, la stanza delle Poupées (bambole) dove giocava da bambina, il bagno dalla grande vasca e la camera da letto basso in stile orientale.

ll caffè gainsbarre

E non solo. Oltre alla casa leggendaria disposta su due piani dalla luce soffusa, è possibile visitare il museo, al numero 14 della stessa via, che ospita una libreria-boutique e il Caffè Gainsbarre: caffè di giorno e piano bar di notte, un doppio in pieno stile Gainsbourg.

Insieme formano la Maison Gainsbourg, la prima istituzione culturale dedicata all’opera e alla storia di Serge.

Il locale si ispira ai primi anni della carriera musicale di Serge Gainsbourg come pianista flâneur nei bar e nei cabaret della ville lumière.

L’arredamento riproduce l’atmosfera creata da Serge al 5 bis di rue de Verneuil, troviamo la soffice moquette stampata a giglio d’acqua, i paraventi pieghevoli e un pianoforte  “magico” che suona da solo i pezzi più noti dell’artista da “Je T’Aime…moi non plus” alla “Ballade de Melody Nelson”. Qui è possibile sorseggiare un tè delle cinque, accompagnato dagli scones con burro e fragole, usanza rigorosamente inglese, forse omaggio alla stessa Jane Birkin, oppure, al crepuscolo, provare il cocktail a base di Gin, inventato dallo stesso Serge e dalla sua versatilità senza fine.

 

La coppia più iconica degli anni settanta

Serge Gainsbourg e Jane Birkin vissero in Rue de Verneuil per dodici anni da quando si innamorarono perdutamente nel 1968, in un folle giro di locali, in una di quelle notti voluttuose che solo Parigi sa regalare.

La coppia è stata spesso al centro dell’attenzione pubblica a causa del loro stile di vita fuori dal comune, eccentrico e provocatorio. Nel 1971, dopo una relazione tumultuosa, Birkin e Gainsbourg si separano ma il loro sodalizio artistico non termina.

La loro figlia, Charlotte Gainsbourg, nata nel 1971, ha seguito le orme dei genitori ed è oggi un talento affermato e altrettanto noto nel mondo della musica e del cinema francese. Grazie Charlotte per averci dato la chiave per leggere la meraviglia attraverso lo sguardo di Serge Gainsbourg. 

 

di Alessandra Busacca

Credits:

Photographer Alessandra Busacca @alessandra_busacca